Aderisco 2009
La crisi economica globale

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Quest'anno il M'illumino di meno arriva nel pieno di una crisi economica globale, da tempo puntualmente prevista da tante persone che venivano considerate "catastrofiste", una cirisi economica causata proprio dalla folla corsa al consumo, che per essere sostenuto al di là di ogni ragionevolezza è stato incitato a fare un uso sconsiderato del credito. E' ormai sempre più evidente che il consumo senza freni non è più solo un problema ambientale, o di depauperamento delle risorse o di giustizia per la diseguale distribuzione delle risorse stesse, o di pace, che sarà sempre più compromessa per l'accaparramento di quelle restanti, o di felicità, visto che ci porta sempre più a sostituire con l'etica del possedere cose, quella dell'essere o del relazionarsi o dell'avere tempo per sé, per gli altri e per usare quelle stesse cose che si posseggono, ma anche un problema economico.

Allora forse più che mai è arrivato il momento di rallentare questa corsa folle, cosa che personalmente da tempo sto facendo, limitando il compulsivo desiderio di accaparrare oggetti, che ormai posseggo in quantità superiori al tempo che ho per goderne, allo scopo di liberare desideri più profondi, anche se meno qualificanti nelle classifiche sociali: il desiderio di relazioni, di rapporto con la natura, di riflessione, di spiritualità (sia religiosa che laica), di bellezza, di ripresa di possesso della propria vita, per sentirsela scorrere tra le proprie mani e non divorare dalla fretta, tra il lavoro, la televisone e i rituali sociali ...
L'invito pressante, giunto persino a me che non faccio più uso della televisione, di spendere per rilanciare i consumi, mi arriva proprio quando ero arrivato a una pace e a un equilibrio nei miei rapporti con le cose. Non accetterò questo invito, non nel suo senso generico e indiscriminato. Non uscirò a comprare scarpe nuove se non ne ho bisogno, non uscirò a comprare nuovi maglioni se non ho ancora usurato i vecchi, non comprerò una nuova auto se la mia ancora funziona bene. Non un nuovo cellulare che fa cose che non mi interessa che un cellulare sappia fare, non un nuovo televisore più grande e più piatto finché quello vecchio funziona bene (per l'uso che ne faccio!) non un nuovo lettore mp3 da 5 giga invece che da 2, non mi lascerò accalappiare dall'accaparramento di tutti quei DVD da collezionare in edicola, ché la vita non ti concede tempo sufficiente per vederli tutti più di una volta.
Sì, la mia limitazione del compulsivo desiderio di accapparrare mi ha permesso un risparmio economico e posso in parte reinvestire questo risparmio, ma non per consumare di più, bensì per consumare meglio.
Per me aderire a M'illumino di meno non è mai stato spegnere le luci un giorno, ma allenarmi in stili di vita che poi permangono sempre. Per questo mi è ora ancora più difficile parteciparvi, proponendomi nuovi obiettivi, essendo riuscito a raggiungere e conservare quelli già presi nel M'illumino di meno 2007 e nel M'illumino di meno 2008: le lampadine sono già state tutte sostituite con quelle a basso consumo, non ne ho più da sostituire, nel condominio la separazione dell'impianto elettrico del buio androne da quello dei restanti otto piani di scale è già avvenuto, continuo a staccare tutti gli stand-by prima di coricarmi, ad andare a prendere mia figlia da scuola a piedi, ad usare i mezzi pubblici per andare al lavoro, a guardare poco la televisione, a bere l'acqua del rubinetto, ad acquistare prodotti senza imballaggi in plastica (sapone, verdure, ...) o imballaggi plurimi (monodose, ...) o semplicemente inutili. Quale dunque nuovo proposito per il M'illumino di meno 2009?
Non accettare l'appello a far ripartire l'economia attraverso la riaccensione dei desideri consumistici che sono riuscito a spegnere in me, e che sono proprio la causa dell'attuale crisi economica, oltre che di tutti gli altri problemi (ambientali, di esaurimento delle risorse, di ingiustizia, di mancanza di pace tra le nazioni, tra le persone e dentro alle anime), ma interpretare quell'appello a dirottare parte del risparmio ottenuto consumando meno per spendere un po' di più negli acquisti qualificati e consumare meglio:

  • acquistando frutta e verdura biologica
  • incentivando la produzione locale (km 0) col duplice effetto di tagliare i devastanti effetti ambientali dei trasporti e contribuendo a dare soddisfazione e incentivare quei coltivatori che vicino alle città cercano di resistere stritolati tra il mercato che li soffoca e la costruzione forsennata di villette a schiera che sta cementificando l'Italia, fondandosi sul presupposto sbagliato che tanto ci saranno altri che coltiveranno per noi da qualche altra parte nel mondo
  • rispettando nei prodotti freschi il ritmo delle stagioni, così da ridurre i consumi dell'agricoltura in serra (o del trasporto dei prodotti da altre parti del mondo) e da trattare bene me e i miei famigliari mangiando prodotti ricchi di proprietà nutritive (è stato infatti dimostrato che i prodotti coltivati fuori stagione sono dal punto di vista nutrizionale molto scadenti, quando non inutili)
  • preferendo prodotti ecologici, o reciclati, o reciclabili, o che hanno utilizzato nel loro processo industriale fonti di energia pulite e rinnovabili (sole, vento, acqua)
  • fruendo solo di servizi bancari cooperativi o etici
  • cercando, dopo la delusione costituita dall'acquisto de La 220, un altro modo di acquistare per i nostri usi famigliari solo energia prodotta da sole, acqua e vento e certificata.
  • privilegiando acquisti di prodotti di cui si certifica il non sfruttamento del lavoro
Poi, sì, il 13 febbraio compirò anche il simbolico rito di preparare cibo utilizzando meno energia possibile e di mangiare con la mia famiglia a lume di candela, e non solo con la tv spenta (come quasi sempre), ma anche con radio e lettore CD spenti.

Oscar Testoni, 03 febbraio 2009

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