La Chiesa di S.Vigilio a Pinzolo (TN)

Chiesa di S.Vigilio - Pinzolo (TN)

Io sont la morte che porto corona
Sonte signora de ognia persona
Et cossi son fiera forte et dura
Che trapasso le porte et ultra le mura
Et son quela che fa tremare el mondo
Revolgendo mia falze atondo atondo ...

Da queste parole ha forse tratto spunto Angelo Branduardi per la sua celebre canzone: sono le parole con cui incomincia il lungo commento scritto, riportato sul fianco della Chiesa di S.Vigilio, che accompagna l'affresco della Danza Macabra in cui la morte con gli strumenti musicali invita tutti al medesimo destino, senza distinzione di stato e condizione sociale.

La danza si apre con tre scheletri che suonano, segue Cristo Crocefisso e poi altri scheletri che portano ciascuno con s persone rappresentanti gruppi sociali distinti: il Pontefice, un cardinale, un vescovo, un sacerdote, un fraticello, l'imperatore, il re, la regina, un duca, un medico, un guerriero, un riccone avaro, un giovane, un mendicante zoppo, una monaca, una donna bella e ben vestita, una vecchia, un fantolino. Ancora la morte a cavallo con l'arco e le frecce, a cui nessuno sfugge, che invita tutti a "far bene" (fati bene) fin che si in vita; segue l'Arcangelo Michele e il demonio che tiene in mano un libro su cui sono scritti i vizi capitali.
Esplicito il messaggio di uguaglianza davanti alla morte contenuto in questo lungo affresco di 20 metri.

Chiesa di S. Vigilio
Pinzolo - TN

S. Vigilio - Pinzolo - TN

La chiesa di S. Vigilio si trova a Pinzolo, subito fuori dal centro, sulla strada verso Carisolo.
La prima chiesetta in onore di S. Vigilio, vescovo martirizzato in Valle Rendena all'inizio del V secolo, risale probabilmente a prima del Mille. La chiesa sub poi diversi ampliamenti uno dei quali avvenne nel 1515.
La chiesa offre al visitatore importanti affreschi, che gi stupiscono chi non conosce l'arte locale, per il fatto che sono posti anche sulle facciate esterne della chiesa oltre che in quelle interne. Uno di questi la Danza Macabra, opera di Simone Baschenis, terminato il 25 ottobre del 1539, come riportato nella stessa facciata.

Oscar Testoni


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