A dieci anni dalla
mostra internazionale (Cremona, Vienna e Washington) dedicata alla
pittrice cremonese Sofonisba Anguissola, donna quasi unica
a dominare un�epoca, il tardo �500, assai poco incline a valorizzare
le pittrici, il 2004 trova l�Associazione Promozione Iniziative
Culturali (Presieduta da Gian Carlo Corada) protagonista
di un nuovo progetto, forse il pi� grande e impegnativo mai affrontato,
nato dall�incontro con una delle istituzioni culturali pi� autorevoli
a livello mondiale, il Metropolitan Museum of Art di New
York, diretto dal professor Philippe de Montebello, e con
la Regione Lombardia, che coproducono l�evento.
Dopo l�Anguissola
altre mostre, importanti e di successo, hanno visto l�Apic dialogare
con prestigiosi musei in Italia e in Europa, ma con �Pittori
della realt�. Le Ragioni di una Rivoluzione da Foppa e Leonardo
a Caravaggio e Ceruti� in programma a Cremona
al Museo civico Ala Ponzone dal 14 febbraio
al 2 maggio 2004, per la prima volta Cremona
raccoglie la sfida di una vera coproduzione, complessa e laboriosa
ma dall�esito felice: una mostra, affascinante nel tema e nell�altissima
qualit� dei dipinti e dei disegni esposti, pensata e progettata
per due sedi (il Museo civico Ala Ponzone di Cremona, dal 14 febbraio
al 2 maggio 2004, e il Metropolitan Museum of Art di New York, dal
27 maggio al 15 agosto) su uno stesso impianto scientifico e con
le stesse modalit� operative.
Scaturita dalla
passione e dalla grande competenza dei curatori Mina Gregori, Keith
Christiansen e Andrea Bayer, �Pittori della realt�� rivendica le
radici lombarde di un naturalismo che ha finito poi per affermarsi
in tutta l�Italia settentrionale e ne ripercorre le tappe dalla
seconda met� del Quattrocento quando, a Milano, operavano il bresciano
Vincenzo Foppa e Leonardo, lungo il Cinquecento e il periodo di
formazione del Caravaggio negli anni �80, fino, nel Settecento,
a Fra� Galgario e al Ceruti, in una linea ininterrotta che si alimenta
via via dell�apporto di artisti accomunati dall�interesse per l�osservazione
della realt�.
Un progetto quindi
di grande valore scientifico e di forte valenza culturale, ma che
racchiude anche il significato di un omaggio, sui temi da lei pi�
frequentati in un�intera vita dedicata all�arte, al lungo e prezioso
lavoro di Mina Gregori, da sempre in prima linea con piglio battagliero
e appassionato.
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L�importanza della
tradizione lombarda nella rivoluzione naturalistica �scatenata�
da Caravaggio in Europa � rivoluzione che ha aperto la strada alla
modernit� � era gi� stata intuita da Roberto Longhi, che aveva riconosciuto
come il pittore, nativo di Caravaggio nella diocesi di Cremona,
fosse giunto a Roma con il manifesto della sua rivoluzione realistica.
Eppure la presa
di coscienza della portata, della forza e delle profonde radici
di questa tradizione, che fa della Lombardia la madre del naturalismo
moderno, � cosa recente e la mostra, proponendo un excursus
attento dei �pittori della realt�� in quest�area geografica, sar�
determinante nel consolidare tale interpretazione a livello mondiale,
tra gli storici dell�arte e il grande pubblico. Insomma, le ragioni
della rivoluzione caravaggesca stanno tutte in Lombardia.
Oltre 110 straordinari
dipinti e disegni, molti dei quali costituiscono un�assoluta novit�
per il pubblico italiano ed europeo, sono esposti a Cremona, a mostrare
come Caravaggio � di cui si possono ammirare opere
capitali quali Il suonatore di liuto, Il cavadenti,
il San Francesco in meditazione, � abbia raccolto e portato
a maturazione un�eredit� ben precisa, che aveva trovato un precursore
gi� in Leonardo, ed era continuata poi nell�opera
di tanti artisti bergamaschi e bresciani � da Romanino
a Previtali da Lotto a
Moretto, da Savoldo a Moroni
� e in altri lombardi quali l�Arcimboldi e l�Anguissola,
i Campi, i Carracci, Fede
Galizia e Tanzio da Varallo.
La mostra, che vanta
prestiti di dipinti e disegni dai pi� grandi musei e collezioni
private del mondo (The Metropolitan Museum of Art di New York, The
National Gallery di Washington, Mus�e du Louvre di Parigi, The British
Museum di Londra, The National Gallery di Londra, Kunsthistorisches
Museum di Vienna, The Museum of Fine Arts di Boston, The J. Paul
Getty Museum di Los Angeles, Staatliche Museen di Berlino, The Royal
Library di Windsor Castle, Southampton City Gallery, Museo e Galleria
Borghese di Roma, Galleria Palatina di Firenze, e tanti altri),
allarga infine la visuale agli sviluppi successivi al Merisi: a
quelle autonome e personali interpretazioni � Baschenis,
Ceresa, Campi, Crespi, Fra� Galgario,
Ceruti e altri � che, tuttavia, confermano una
fedelt� alla rappresentazione realistica, espressa nel modo diretto
con cui gli artisti si sono avvicinati alla natura, in una secolare
continuit�.
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Lo spiccato naturalismo
di Leonardo e la sua capacit� di permeare la successiva
produzione artistica lombarda sono evidenziati in mostra da uno
straordinario gruppo di quattro disegni del grande maestro, provenienti
dalla Royal Library del Castello di Windsor: quattro studi di piante
per la preparazione della Leda con cigno, testimonianza
pregnante di quel naturalismo su base empirica che � parte fondamentale
della sua prodigiosa eredit�.
E poi opere notevolissime
di quella generazione di artisti lombardi che, tanto nel disegno
quanto nella pittura, seguirono la rotta tracciata dal maestro.
Dai disegni e dipinti di Cesare da Sesto � tra
cui un sorprendente studio di albero, evidentemente eseguito
guardando un esemplare reale � a quelli di Giovanni da Udine
e di Giovanni Antonio Boltraffio: in particolare
uno Studio di panneggio proveniente da Oxford � ritenuto
da Linda Wolk-Simon preparatorio del panneggio del vestito della
Madonna Litta � un olio raffigurante una Fanciulla
con ciliege, di propriet� del Metropolitan Museum of Art di
New York, attribuito a Giovanni de Predis, ma forse
di mano proprio del Boltraffio, e ancora uno Studio di testa
di donna realizzato a gessetti neri e colorati, che � il suo
primo disegno eseguito con questa tecnica introdotta in Lombardia
alla fine del �400; fino ai dipinti di Bernardino Luini
(splendida la Maddalena proveniente dalla National
Gallery of Art di Washington, cos� come la poco nota tela di San
Sebastiano da collezione privata newyorkese) e di Andrea
Solario. Interessante in mostra anche una accattivante
sequenza di disegni con scene di genere, prodotti dal pittore lombardo
Polidoro da Caravaggio, che a Roma oper� nella
bottega di Raffaello: affascinanti per freschezza ed immediatezza,
sono un testamento visivo del retaggio lombardo.
Nella seconda, ricchissima
sezione della mostra spiccano alcuni prestiti importanti: tra i
dipinti di Lorenzo Lotto, anch�egli momento chiave
di questo percorso, va per esempio ricordato il famoso Ritratto
di uomo con cappello di feltro, proveniente dalla National
Gallery di Ottawa in Canada, che lo ha acquistato nel 1998 o il
Cristo Portacroce dal Louvre di Parigi; di Savoldo
la straordinaria Crocifissione, prestata dalla Maison d�Art
di Montecarlo e correttamente attribuita all�artista bresciano solo
nel 1999; ma anche il famosissimo Pastore con flauto conservato
al J. Paul Getty Museum di Los Angeles.
Ancora importanti
lavori di Moroni da prestigiose collezioni private
e la sua penetrante Badessa Lucrezia Agliardi Vertova dal
Metropolitan Museum, e poi Moretto, Calisto
Piazza, e Previtali (straordinaria e da
tanti anni non pi� visibile la Trinit� esposta in quest�occasione),
in un alternarsi di opere che spaziano tra tutti i generi, dimostrando
come l�attenzione e l�interesse verso la natura si sia manifestato
nell�arte lombarda attraverso tendenze diversificate: l�osservazione
della realt�, l�interesse per la rappresentazione dal vivo e l�uso
empirico della luce, la presenza di una pittura religiosa fondata
sulla realt� umile, lo scambio tra lingua e dialetto e lo sviluppo
del ritratto non idealizzato, la natura morta e la pittura di genere.
Anche gli artisti
che operarono in Lombardia nei decenni precedenti, contemporanei
e immediatamente successivi al breve periodo di attivit� del Caravaggio
(terza sezione della mostra), mantennero vivi i germi di questa
tradizione che esploder� nella Roma manierista con Michelangelo
Merisi, il quale, avviando una rivoluzione epocale, dichiarer� esplicitamente
di riconoscere come sola maestra la natura.
Ecco dunque i lavori
di Sofonisba Anguissola di cui lo stesso Vasari
riconosceva e ammirava il realismo e della quale a Cremona si pu�
ora ammirare anche un eccezionale Autoritratto in miniatura
proveniente dal Museum of Fine Arts di Boston; ecco le opere del
cremonese Vincenzo Campi popolate di fruttivendoli,
cuoche e popolani; ecco Annibale Carracci, che
getta prima ancora di Caravaggio i semi della rivoluzione naturalistica.
La pi� esplicita
testimonianza della vitalit� della koin� naturalistica lombarda
nel corso del Seicento � testimoniata, nell�ultima sezione della
mostra, dalle opere soprattutto di Carlo Ceresa
e del conterraneo Baschenis, che in comune hanno
il medesimo atteggiamento di fedelt� all�osservazione del reale
e di resistenza alle mode culturali; mentre il Settecento vede portare
avanti, seppure in pieno illuminismo, le istanze del realismo lombardo
soprattutto da due autori: Vittore Ghislandi, alias Fra�
Galgario, che con sguardo lucido e disincantato, libero
da pregiudizi e da encomiastiche idealizzazioni, osserva e giudica
la propria epoca, e Giacomo Ceruti, con la sua
umanit� dolente cos� diversa dalle figure di poveri e viandanti
divulgate dai Bamboccianti o dalle incisioni d�oltralpe del secolo
precedente. Non c�� astrazione e tipizzazione: la potenza del dettato
naturalistico e l�infallibilit� del dato ottico-percettivo oltre
che l�assenza di ogni facile sentimentalismo fanno la differenza,
dimostrando ancora una volta che i pittori lombardi �imitavano la
natura ancora di pi�� delle altre scuole di pittura in Italia.
Curatori
della mostra:
Mina
Gregori a Cremona, in collaborazione
con il Museo civico Ala Ponzone
Keith
Christiansen e Andrea Bayer al
Metropolitan Museum of Art di New York
Catalogo:
Electa
BIGLIETTI
E AGEVOLAZIONI
Intero:
� 9,00
(il
biglietto comprende: ingresso alla mostra, ingresso alla Pinacoteca
Ala Ponzone e al Museo Stradivariano)
Ridotto:
� 7,00
(militari,
ragazzi fino a 18 anni, studenti universitari, ultrasessantenni,
comitive di almeno 15 persone con prenotazione obbligatoria, possessori
di: biglietto ferroviario in arrivo a Cremona, tessere TCI e FAI)
Ridotto
speciale: � 6,00
(scuole
di ogni ordine e grado, disabili, visitatori di mostre contemporanee
collegate, gruppi oltre 200 persone, possessori di: Apic Card, carta
di imbarco Air Dolomiti, coupon �Invito a Palazzo�)
Ingresso
libero
(bambini
fino a 6 anni,accompagnatori di scolaresche o di comitive di almeno
15 persone)
Prevendita
online: www.charta.it
Orari
mostra
Dal luned� al sabato
ore 9-19; domenica e festivi ore 10-19
Informazioni
Apic Cremona: tel.
0372 31222
www.cremonamostre.it
- apic@digicolor.net
Mostra
organizzata a Cremona da:
APIC-
Associazione Promozione Iniziative Culturali di Cremona
Provincia
di Cremona, Comune di Cremona, Camera di Commercio di Cremona, Comuni
di Crema e Casalmaggiore, APT del Cremonese
in
coproduzione con:
The
Metropolitan Museum of Art, New York
Regione
Lombardia
Con
il patrocinio del
Ministero
per i Beni e le Attivit� Culturali
Con
il contributo della
Fondazione
Comunitaria della Provincia di Cremona
Con
la collaborazione di
Villaggio
Globale International
Sponsor
ufficiali:
Sperlari,
Centropadane, Lameri Cereals, Consorzio Grana Padano
Sponsor
tecnici:
Air
Dolomiti, Telecom Italia, Axa Art, Sicurcrema